L’inflazione è qui per restarci (parte seconda)

Carissimi adepti a poco meno di un anno di distanza eccoci purtroppo a verificare la veridicità delle nostre profezie.

Mentre analisti vari e il grande Jerome Powell col suo stuolo di economisti politicizzati continuavano a giurare e spergiurare che l’inflazione era e restava un fenomeno transitorio e temporaneo, che era sempre sul punto di arrivare al picco per ridiscendere grazie alla tecnologgia e alla sapiente mano delle banche centrali, l’oracolo ben vaticinava una opinione opposta e ben piantata su hard facts dell’economia e della storia, di fronte a favolette farlocche che avevano l’unico scopo di continuare a far girare la giostra prima che scendessero i pezzi grossi.

Evidenti erano le crepe strutturali all’ordine mondiale e le dinamiche in gioco che ora vengono solo un tantino esacerbate da fattori contingenti influenti sì ma non decisivi.

Ma ricapitoliamo per i distratti i motivi che ci inducevano e ancor più ci inducono a prefigurare anni inflattivi:

  • politiche eccessivamente espansionistiche delle banche centrali che hanno continuato con mani troppo accomodanti nonostante la ripresa economica post-covid forte e vigorosa soprattuto in USA;
  • deficit fiscali enormi con sussidi e piani faraonici di spesa che non sivedevano da 70 anni e che non hanno ancora dispiegato i loro effetti (Piani Biden e PNRR). Ora a questi piani spendaccioni si unisce altro deficit per spese militari in un quadro internazionale di riarmo;
  • Decoupling delle economie con la CIna che cessa di essere frabbrica low cost e tentativo di reinternalizazzione di produzione che saranno giocoforza più costose in un contesto occidentale o comunque di Paese sviluppato;
  • Piani green con il passaggio da tecnologie inquinanti ma economiche a tecnologie ancora molto costose;
  • Bottle neck in vari ambiti produttivi dovuti a mancanza di investimenti (nel settore energia specialmente ma non solo) a causa della crisi Covid che ha bloccato nuove esplorazioni in quanto antieconomiche unite al clima di incertezza di cui al punto precedente;
  • Ad ultimo le recenti tensioni internazionali e sanzioni alla Russia su cui è inutile dilungarsi oltre vista l’ampia copertura mediatica dei fatti recenti.

Ribadiamo la nostra preferenza in questo contesto storico per portafogli contenenti asset REALI come immobili, materie, prime, oro e azioni value che sappiano navigare anche scenari di alta inflazione a lungo con la loro capcità di generare margini in ogni caso grazie al posizionamento di mercato. Indipendenza energetica individuale con risparmio energetico, fonti rinnovabili “fai da te” e automobili poco sugose saranno sicuramente un toccasana per il vostro portafoglio e per la capacità di iniettare nuovi denari nei mercati paurosi e sempre più convenienti!

Enjoy the wave !

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