2020: Distruzione creativa

Cari adepti siamo a fare una summa delle summe di questo 2020 invero molto particolare. In giro sentirete tanta gente lamentarsi del destino gramo e della sventura, ma non su queste pagine. Infatti l’anno che volge al termine si rivela come eccezionale sotto molti punti di vista. Piaccia o no la distruzione creativa negli eoni della storia e della preistoria fa da catalizzatore a processi evolutivi non ancora completamente compresi, anche se la borsa sembra già svoltare verso una nuova era lastricata di oro e danari luccicanti.

E proprio dagli investimenti viene la sorpresa maggiore: niente orsi, mercati calanti e depressione azionaria, bensì giganteschi gain che vanno anche a prendere l’intero indice ai massimi storici, ultra pompato da steroidi monetari e fiscali sparsi a piene mani da governi impauriti di crisi e rivolte sociali.

Ma andando a vedere nel dettaglio scopriamo che ci sono state, accanto a società abbastanza bastonate dall’evento luttuoso pandemico, delle vere e proprie miniere d’oro: ovviamente i FAANG tirati su come tutti i tecnologici dalla marea dell’informatizzazione spinta che ha permesso di tenere a galla l’economia, le videoconferenze con la telecamera volante Zoom, il data mining di snowflake e palantir, e poi il boom (o bolla?) dell’e-car, con le vette inusitate toccate da Tesla e Nio.

E poi il super bitcoin, criptovaluta tornata sugli scudi vista lo stampaggio di moneta fiat sempre più lasciva e incontrollata da MMT senza tanti tentennamenti, la febbre delle IPO con rialzi in apertura di 100,200 e 300% come AirBnB, senza alcuna remora di arricchimento anche nel settore potenzialmente più colpito dai ceppi virali sempre più contagiosi e sneaky che costringevano a nuovi stop & go del turismo. Assistevamo anche al fenomeno dei robinhooders e dei wallstreetbetters sempre più temerari che segnano una nuova evoluzione tecnologica nella finanza, ovviamente con l’Europa ancora una volta indietro con l’attaccamento perdente a finte tutele del risparmio che si traducono concretamente in limitazioni paternalistiche, assurdi e indebiti arricchimenti del risparmio gestito truffaldino quanto arcaico e anacronistico.

Giganteschi investimenti pubblici a spingere l’economia anemica e abbattuta, con enormi iniezioni in ricerca e sviluppo in Intelligenze artificiali e medicali, oltre alla transizione energetica ormai lanciata con avvicendamenti alla Casa bianca e spinta dei soldi che contano.

Insomma uno scenario da brodo primordiale, con nuove tendenze che segneranno i prossimi anni se non decenni.

Ottime le performance degli investimenti pigri, con bradipi che si svegliano come se niente fosse stiracchiandosi dopo 365 giorni, e scoprono i loro portafogli gonfi di lauti gain, pur non eccezionali ma comunque importanti, e soprattutto pienamente soddisfacenti considerato il 2019 col botto che aveva segnato un aumento di ricchezze senza vergogna.

E non ci scordiamo il trattatello “Stay lazy and get rich” vero e proprio manifesto della teoria degli ungolati arboricoli, tutto cervello e poco movimento, che spopola in rete e grazie allo zoccolo duro degli adepti veleggia nella top ten della finanza da ormai due mesi!

Insomma, un po’ provocatoriamente potremmo farci beffe dell’imperscrutabile Fato e motteggiare caparbi “cento di questi anni” !!!

 

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