Sopravvivere all’Italexit: conti correnti all’estero

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Eccoci qua cari adepti a costruire il portafoglio perfetto x sopravvivere a minibot, crisi finanziarie e blocchi di capitale assortiti.

Per prima cosa un bel conto all’estero ci permetterà prelevi illimitati e di sfuggire a blocchi nei movimenti di capitali e a conversioni forzose.

Roba x ricchi? Mica tanto. Oggi grazie all’internazionalizzazione dei capitali è possibile anche per i comuni mortali.

Abbiamo esaminato e testato per voi due utili conto correnti, gratis e con servizi di supporto di prim’ordine: N26 e Revolut. Il primo tedesco e l’altro inglese, quindi assolutamente fuori dalla iniqua e guitta giurisdizione italica.

L’impatto è notevole: basta scaricare l’app, fare una foto ad un documento e un selfie: nel giro di pochi minuti il conto è aperto. Altro che banchette italiche iper-burocratizzate e inefficienti.

Con la carta, in arrivo per posta dopo una settimana circa, è possibile fare tutto: prelievi ovunque (senza commissioni, con Revolut anche in valuta estera ma con limite ai prelievi in cash), acquisti online e noleggio auto, pagamenti al POS e al casello autostrade.

La sicurezza è garantita: subito sul cellulare verrete avvisati delle operazioni, per quelle online sarà richiesta anche una conferma via App.

Ottimo il servizio clienti via chat.

Ultima chicca: N26 permette ora anche il deposito cash presso i supermercati Pam.

Insomma un ben di Dio notevole, servizi impensabili in Italia, commissioni zero e basta crepe sui cambi.

Oltre alla protezione no euro: con un bonifico spostiamo tutto oltre le Alpi.

Per i morti di fame come noi che non possono permettersi un trust blindato in Lussemburgo o una società off-shore alle Cayman, un’ottima soluzione.

Unica scocciatura pagare il bollo (solo su giacenza media superiore a 5000€) tramite il 730 con l’ivafe.

Finanza libera!!!

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