Finchè c’è guerra c’è speranza

Carissimi adepti, siamo circondati da menegrami e profeti di sventura, carichi portatori di discorsi apocalittici. Chi vede la fine dell’umanità ormai prossima, minacciata da olocausti nucleari e server super intelligenti, chi invece la crisi energetica più grande di sempre, con la stagflazione ormai alle porte a falcidiare consumi e utili di aziende.

Ma il grande mercato suona tutta un’altra musica: da una parte bond sempre più succosi e con rendimenti mai visti da anni, promettono ampie distese di raccolti agli avvenduti investitori che comprassero ventennali e trentennali anche di paesi che pochi anni orsono avrebbero piazzato le loro carte di pagherò a interessi zero o sottozero; dall’altra indici sui massimi storici che comunque segnalano una contrazione dei multipli e quindi una certa convenienza all’acquisto, stante anche la grande rotazione settoriale degli ultimi mesi che ha premiato business solidi a dispetto dei titoli growth carichi si di speranze ma anche palesemente gonfiati da aspettative futuristiche.

Per chi oggi si affaccia quindi con sguardo neutro e attento al balcone della finanza si distendono prati fioriti con essenze fresche che non attendono altro che di essere colte, in attesa che le grandi IPO AI segnino la seconda metà dell’anno.

Che il gain sia con voi!

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