Uk-Deal e BTP: occasionissime in arrivo !?

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Attenzione cari adepti a non farsi sfuggire queste occasioni che potrebbero a breve presentarsi: ormai i tempi sono maturi per iniziare a buttare delle fiches copiose quanto abbastanza scontate: certo sempre con parsimonia e non eccedendo troppo visto che si tratta pur sempre di rischi calcolati.

Finalmente s avvicina il redde rationem della Brexit: nonostante i mille strepiti BoJo ha ottenuto una prima vittoria: praticamente impossibile non andare a sbattere il 31 ottobre, i tempi procedurali (ebbene sì) per emendare la legge di uscita sono scaduti. Rimangono ormai sul tavolo due opzioni: il no-deal catastrofico (a parole, come abbiamo sempre sostenuto su queste pagine in realtà così non è) oppure un accordo sostanzialmente identico a quello della May ma che faccia ben figurare il biondino. Come abbiamo sperimentato nello stivale le chiacchiere populiste alla fine sono più forma che sostanza. Ecco allora il giro di strette di mano con Angela e l’odiato Macron e l’accordo si farà. Già vediamo risalire sterlina e azioni è ora il momento di mettere robetta pesante, lasciandoci però munizioni in caso di Brexit inaspettata perché allora ci sarà veramente da gainare. Diciamo un 8% del proprio portafoglio al max ora e un ulteriore 8% cash pronti a saltare dentro in caso di Caos che comunque troverebbe poi una soluzione in pochi mesi con la pressione del crollo economico.

Veniamo ora ad una nuova profezia: vediamo presentarsi golosamente un’ottima occasione sulla cartaccia Italica, in particolare i titoli di stato ci sembrano molto molto allettanti. Iniziamo col dire che il contorno internazionale è estremamente cambiato: abbiamo una Lagarde colomba che subentra alla BCE, una commissaria eletta con voti M5Se PD nonché una crisi di governo interessante nei suoi sviluppi. Ma la cosa più importante che sfugge ai provincialotti nostrani è il cambio di passo della FED (vedi anche il mio articolo perché i mercati parlano inglese e guidano sempre le danze gli Yankee), da restrittivo a moderatamente espansivo. Ebbene sappiate che non è mai successo di un crollo di uno stato con un quadro di diminuzione di tassi della FED (lasciamo perdere Argentina caso disperato). Grecia, Sud-est asiatico, tequila bond, samba bond etc. etc. tutti queste crisi di debito si sono verificate con una Fed che alzava i tassi di interesse.

Considerato l’enorme fame di rendimenti, vediamo che nonostante tutto i BTP nostrani “girano” 140bps sopra gli Spagnoli e 200bps sopra i Tedeschi ormai pesantemente sottozero: se si concretizzasse un governo più attento ai conti pubblici, ma anche elezioni con maggioranza chiara e magari toni meno anti euro ci sono tutte le carte per una diminuzione lampo di 60-70 bps dei rendimenti nostrani. Non fraintendetemi lo stivale sta messo malissimo tra stagnazione economica e demografica, nodi strutturali, scarsa concorrenza etc. etc. ma questo agli investitori non interessa granché: nel breve la fame dei rendimenti prevarrà (basta vedere il già cospicuo restringimento dello “spread”). Buttiamo giù un po’ di cash e compriamo BTP lunghi (senza esagerare con le quantità) e vediamo di portare a casa un gain interessante. Da questo punto di vista vai col matusa bond 2067 oppure un bel BTP 2047.

Due bocconcini con un solo post: che dire !! Ad agosto con i gain sono apposto !!!!

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