Mini-bot e patacones: sfuggire alla pesification !

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Interessante notizia nella giornata di ieri l’altro: il Parlamento italiano, per una volta unanime, vota una mozione al governo per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, anche con “buoni del Tesoro di piccolo taglio”. Interessantissimo segnale. La mozione in sé ha scarso valore ma questa “mossa” ci ricorda un vecchio video comparso sull’emittente on-line “Byoblu” che si auto-definisce “anti-sistema” e ” di contro-informazione”.

Questo video dal titolo esplicito di “come vi porterò fuori dall’Euro” vedeva il conduttore della rete Claudio Messora intervistare per un’ora abbondante l’attuale deputato della Lega Borghi Acquilini, noto sostenitore no-euro e ora presidente della commissione parlamentare per le finanze

Nel video, per chi non volesse vederselo tutto, Borghi si stupisce della capacità del sistema Euro di essere sopravvissuto e della sua resilienza: le profezie su Grexit e crollo non si sono (ancora) avverate. Ma perché questo è avvenuto? Secondo B. ai greci mancavano gli “strumenti” per uscire dalla valuta comune e quindi si sono trovati impotenti quando è venuto a mancare la liquidità alle banche, costringendo il governo Tsipras-Varoufakis a capitolare. Ovviamente ci asteniamo dal commentare queste opinioni che lasciano il tempo che trovano. Ebbene secondo B., sarà l’Italia la predestinata al grande primo passo: è però necessaria una fase “preparatoria” all’uscita di modo da renderla possibile e non traumatica. Il primo step di questa fase “transitoria” consiste nella creazione di una valuta parallela, che però deve essere in qualche modo camuffata, in quanto i trattati non permettono che all’Euro si possa affiancare un’altra moneta per il finanziamento dello Stato.

Quindi il Borghi propone “astutamente” la creazione di un “mini-Bot” cartaceo, un assegnato che costituisce titolo di Debito dello Stato, emesso dal Tesoro tale e quale i normali BOT ma di taglio più piccolo. Questi verrebbero distribuiti in giro invece di pagare i fornitori della PA, e inizierebbero a circolare. Nessuno sarebbe obbligato ad accettarli (altrimenti sarebbero moneta circolante) ma ci si potrebbe pagare le tasse.

Questa valuta parallela servirebbe in sostanza a garantire liquidità al sistema durante il passaggio da Euro a nuova lira e viene ritenuto indispensabile per il successo dall’operazione. Il Borghi, un po’ ingenuamente a dire il vero, opina che la creazione del mini BOT potrebbe essere accettata anche da altre forze politiche e quindi passare in Parlamento (cosa avvenuta ma già ora si dicono tutti contrari) in quanto “se vuoi fare la carbonara magari gli altri non sono d’accordo, ma intanto dici di voler comprare l’uovo, poi la pancetta, il pepe, e altri sono anche d’accordo per altri motivi. Una volta che hai tutti gli ingredienti a fare la carbonara ci vuole un secondo”.

Ebbene questo mini-BOT a noi ricorda tanto il tristemente noto “patacon” (da non confondere con l’omonima frittella di banane) valuta parallela emessa dal governo argentino (in realtà principalmente dagli stati regionali del paese ma questo è un dettaglio). Non potendo emettere moneta in quanto a cambio fisso col Dollaro, il patacon altro non era che un “pagherò” che poteva (ma non doveva) essere accettato in giro e liberamente scambiabile tra persone. I patacconi iniziarono a circolare sempre di più, fin tanto che la fiducia nella loro rimborsabilità non diventò molto dubbia: i patacconi rimasero in mano a tanti e buoni per accendere i caminetti o poco più.

Nel frattempo il governo argentino blocco i conti correnti e introdusse la “pesification”: conversione forzosa dei dollari in pesos, che il giorno dopo valeva il 70% in meno.

Attenzione quindi a questi movimenti, la storia insegna: patacon o mini-BOT, nessuno scambia oro per argento.

Per la cronaca: gli unici a sfuggire alle grinfie del governo latino-americano furono i possessori di conti correnti esteri, protetti dalla lex-monetae dello stato ospite.

Historia magistra vitae !!

 

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