Perché la finanza parla inglese

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Carissimi adepti oggi ci spingeremo alla comprensione di un fatto assolutamente fondamentale per capire come fare soldi negli investimenti finanziari. Infatti troppe volte sono stato interdetto dal cosiddetto uomo della strada che mi confutava dicendo “che la finanza è cattiva” e “i piccoli risparmiatori possono solo perdere”. Una volta un noto ministro si vantò che “le banche italiane non parlano inglese”. Poi si vide come andò a finire.

Ma cerchiamo di andare più a fondo nel concetto e nel pensiero dominante: la maggior parte di questi uomini comuni pensavano all’investimento come un mettere danaro nei mercati italici (alias mercatino delle pulci milanese) e in fondi gestiti (di diritto italiano e quindi fondi-rapina).

Ebbene non possiamo che dare ragione a questi semplici uomini: nonostante la loro incultura finanziaria non hanno affatto torto. Infatti il mercato borsistico italiano secondo una statistica di nota banca*, è il peggiore del mondo. Pensate che le performance azionarie della borsetta meneghina dal 1900 al 2013, in termini reali è stata dell’1,9%. In pratica una mezza mondezza: il Giappone totalizza il 4,1, l’Olanda 4,9, la Spagna 3,6, il Regno Unito il 5,3, gli Stati Uniti il 6,5 e potremmo continuare. Eppure in questo arco temporale abbiamo assistito ad un aumento vertiginoso del tenore di vita e allo sviluppo (quasi) costante dell’economia e del PIL…ma questo come ormai avrete capito conta fino ad un certo punto.

Non fanno eccezione BOT e CCT: la media storica depurata dall’inflazione è addirittura negativa nel bel Paese (fanno eccezione i mitici anni ’80).

Quindi il contadino scarpe grosse e cervello fino ci vede benissimo: piuttosto che le ciofecone finanziare meglio un bel mattone o una terra da coltivare.

Peccato che questo ragionamento escluda il 99,4% del mercato globale EX-Italy che oggi è comodamente possibile acquistare con un click.

In particolare si evidenzia come i paesi anglosassoni con la loro struttura di mercato altamente concorrenziale e competitiva nonché la mentalità finanziaria e le regole snelle ed efficienti garantiscano le performance borsistiche storicamente maggior al mondo. Parliamo di USA, UK, Irlanda, Canada, Australia, Hong Kong, Singapore… che guarda caso rappresentano il 70% e oltre dell’azionario mondiale.

Sono questi mercati con i loro gain a sorreggere le strategie vincenti dell’Oracolo e dei sui adepti, non le aziende decotte italiche quotate solo per fregare gli azionisti… uomo avvisato…

 

*Studio Credit Suisse Research Institute, Investment Returns

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