L’errore più grande del piccolo investitore

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Eccoci ad un ottimo articolo da cui prendere una lezione imperitura dell’investimento.

Per illustrare efficacemente l’argomento partiremo dal classico Signor Mario Rossi, italiano medio per antonomasia. Il signor R. è un discreto risparmiatore e classico italiano che vive in casa di proprietà. Ovviamente il signor R. ha le sue idee tipicamente “anni ’80” e continua imperterrito a seguire lo schema mentale che ne ha fatto il successo individuale nel secolo scorso, magari condito di qualche variante fine anni ’90.

Quindi se parlate con il signor R. vi dirà con assoluta convinzione:

  • Che la borsa è rischiosa ed è meglio investire sul mattone o se avete qualche spiccio in cose “sicure” (che per il signor R. sono tipicamente BOT, PCT e fondi liquidità vari infarciti di commissioni)
  • Che qualche azione l’ha pure comprata quando hanno privatizzato Enel, Eni e Telecom;
  • Che è rimasto scottato con Tiscali e quindi mai più azioni “speculative”;
  • Di trovare un lavoro sicuro da dipendente e mettere su famiglia, lasciando perdere gli investimenti e la vita di rendita che vi propongono certi “Oracoli”.

Ebbene tanto di cappello al signor Rossi che con la sua saggezza ci avrebbe quasi convinto… in effetti come dargli torto ? Grazie al suo accorto comportamento ha portato a casa bei guadagni e di certo non vive per strada… la vita da nababbi è una chimera, bisogna lavorare sodo e portare a casa il sudato stipendio è il massimo della soddisfazione…

Però a ben guardare qualche cosa non quadra… deve esserci un problema mica da poco nelle sue scelte di investimento. Anzi senza stare troppo ad analizzare c’è un piccolo grosso problema, anzi enorme, che oltretutto è stato proprio oggetto del primo articolo del nostro blog sui PIR: il cosiddetto Country bias, ossia la tendenza naturale dell’investitore inesperto a privilegiare asset del proprio paese di origine.

Secondo le statistiche per esempio gli investitori americani sono “investiti” all’80% in USA, nonostante tale mercato capitalizzi solo circa la metà del totale mondiale e il 19% dell’economia globale.

Ma certo ben più grave avere tutto su un piccolo Paese con l’1% della popolazione mondiale e poco più dell’!% della Capitalizzazione! Oltretutto con seri problemi di declino strutturale e prospettive economiche abbastanza grame e certamente meno brillanti di paesi “Emergenti” (ormai colossi) come Cina, India o Sud-Est asiatico. Oltretutto uno studio comparato di lungo termine vi mostrerà come il mercato azionario Italico è super-inefficiente e poco redditizio (forse quindi la diffidenza del Rossi non è proprio campata per aria) rispetto alle controparti anglosassoni che hanno mercati dei capitali molto avanzati e concorrenziali.

Ebbene come già scritto l’Oracolo privilegia invero una allocazione mondiale grazie ai nuovi strumenti a nostra disposizione come ETF e fondi globali o semplicemente piattaforme che permettono di comprare con poche spese su tutti i mercati del mondo o per lo meno sui più grandi come NYSE e XETRA. Un modo molto comodo di differenziare il proprio rischio ed evitare di affondare insieme allo Stivale.  Strumenti che pensate un po’ 15 anni fa nemmeno esistevano e relativamente nuovi (a parziale discolpa dell’egregio signor Rossi).

Quindi aperti al mondo e il vostro portafoglio oltre ad essere molto più resiliente si gonfierà di denaro in un modo che il signor Rossi neanche si sogna !!

 

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