Il portafoglio perfetto 2018 – 1° parte – le azioni

Ecco l’evento più atteso dell’anno: dopo mesi di vaticini comprensibili solo per aruspici esperti di espressioni oracolari, viene dispensata una lezione di asset allocation per principianti.

Inutile dire che non rappresenta un’istigazione ad investire e che rendimenti passati non sono indicazione di quelli futuri etc. etc. etc.

Si tratta invece di un’utile lezione a capire come si affronta la cosa più importante per guadagnare sui mercati: suddividere i danari in porzioni e destinarli a compiti diversi utilizzando strumenti differenti per natura, rischio e rendimento (atteso). Scordatevi i consigli degli anal-isti del tipo “compra ora quello, quell’altro è sottovalutato, ora è il momento di sottopesare…” tutti metodi di far fare soldi a loro ma non a voi. Se fossero così bravi, perché i loro rendimenti sono costantemente inferiori a quelli di mercato ? Vai a saperlo. Il metodo oracolare si basa esclusivamente su crude analisi matematiche, obbiettive quanto automatiche.

Iniziamo!

Una prima rozza divisione dei propri denari, che per semplicità supponiamo essere pari a 100 €. Metteremo tendenzialmente (poi capiremo bene cosa indico per “tendenziale”) 45 in azioni, 45 in obbligazioni e 10 in liquidità (per emergenze inattese, etc.).

Questa allocazione per quanto possa sembrare rozza funziona discretamente, e rappresenta un riferimento a “medio rischio” e “medio rendimento”.

Visto gli attuali bassissimi rendimenti, per i 10 € liquidi probabilmente sceglieremo un vero e proprio cash, il classico materasso oppure PCT a vincoli brevi (max 6 mesi) se il loro rendimento riesce in qualche modo a ripagare tasse, bolli e commissioni.

Per la parte azionaria ricorreremo al metodo già descritto della “Gaussiana di Shiller”. Si partirà da un’allocazione neutrale, pari alle componenti dell’indice mondiale “MSCI All Country World”, aggregato per area geografica:

  • 55% Nord America
  • 8% Giappone
  • 4,3% Asia-Pacific ex Japan
  • 11% Paesi Emergenti
  • 22% Europa

A questo punto applichiamo la funzione gaussiana. Ci teniamo larghi, nel senso che cerchiamo di allargare il più possibile la gaussiana, per evitare una eccessiva “distorsione” dell’allocazione (ma come vedremo la componente tattica si fa sentire eccome). Quindi imposteremo per la gaussiana i seguenti valori:

  • Media 16 (media storica del CAPE index)
  • Varianza 9,33 (imponendo che il 3 sigma corrisponda a 44, massimo valore storico mai toccato dal CAPE durante la bolla delle dot.com)

Ora scatteranno le obiezioni dei puristi che la campana non è simmetrica, che se scelgo 44 dall’altra parte viene -12 che è un valore non conforme etc. etc. Noi ce ne sbattiamo altamente, ci basta sapere che in caso di CAPE inferiore a 7 scatta comunque la “tagliola” che impedisce al coefficiente di aggiustamento di superare 5 ed essere inferiore a 0,2 (si riveda l’articolo La Gaussiana di Shiller) .

Bene! Come sapranno i più bravi di voi una volta stabilite Media e Varianza la Gaussiana è perfettamente identificata. A questo punto possiamo usare una bella funzione di Excel (o altri sw di calcolo, o valori tabellati… vedete voi) che si chiama DISTRIB.NORM.N e inserire tra i parametri il CAPE (si può trovare in vari siti come questo), la media e la varianza. L’ultimo parametro mettiamo “1” così da avere la distribuzione cumulativa che è quella che ci serve.

A questo punto avremo i coefficienti correttivi per area (media pesata dei singoli paesi… anche qua i puristi vorranno dire che la distribuzione normale è non lineare e la media pesata non si può fare… ma noi gli rispondiamo “ma io faccio gain” e quindi sommo quello che mi pare):

  • Mercati emergenti 120%
  • Giappone 20%
  • Asia Pacific ex-Japan 98%
  • N. America 22%
  • Europa 66%

Quindi otterremo la distribuzione corretta:

  • Mercato Emergenti 13,2%
  • Giappone 1,6%
  • Asia Pacific Ex-Japan 4,3%
  • N. America 12,1%
  • Europa 14,5%
  • Liquidità aggiuntiva 54,3%

Come vedete ENORMEMENTE variata rispetto a quella “base”. Visto che la liquidità aggiuntiva è il 54,3% del 45% dedicato alle azioni ossia proprio circa un 20%, possiamo metterli da parte (cash) per operazioni tattiche, che si potrebbero presentare nel 2018 (insomma una qualche nuova scrofa … vedremo).

Per allocare si possono usare ETF a bassissima commissione annuale (max 0,25-0,3%) e preferibilmente alta liquidità ed basso spread.

Per la parte azionaria abbiamo finito.

Facile no ?

 

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